Relazione

Quanto è stato fatto e ancora si pensa di fare in merito a sentieri e itinerari per disabili, oltre alla formazione degli accompagnatori. PREMESSA Per chi ama camminare all’aria aperta, la montagna è un ambiente naturale ancora integro in cui flora, fauna e paesaggio soddisfano quella sete di bellezza che da sempre alberga nell’uomo. Coloro che la frequentano conoscono le gratificazioni emotive che la montagna stessa regala, ma sanno anche quanto sia importante la condivisione di queste emozioni con gli altri e la solidarietà con i compagni di escursione o di cordata. Così è per loro spontaneo cercare di estendere a tutti la possibilità di fruire dei benefici che l’andare per i monti come garanzia di salute fisica (camminando) che di benessere mentale (nei colori verdi della natura) Tuttavia l’escursionismo si pratica su un terreno aspro ed impervio che non è automaticamente accessibile a tutti. In particolare le persone portatrici di alcune disabilità possono trovare difficoltà insormontabili alla frequentazione della montagna e ciò costituisce una severa privazione. Fortunatamente la tecnologia e la disponibilità delle Associazione di volontariato possono ovviare a queste difficoltà come mostrato in foto, dove forza motrice di aggregazione, coraggio e motivazione danno quell’impulso a superare ostali fino a pochi anni fa impossibili. COSA è STATO FATTO Nella regione Lazio sono stati eseguiti ben 16 sentieri accessibili per disabili motori opportunamente trasportati con mezzi speciali e da Accompagnatori opportunamente qualificati e addestrati. Per mezzi di trasporto definiamo un ausilio speciale meccanico a ruota singola o in alcuni casi doppia che permette tramite il traino di portare persone diversamente abili lungo un determinato sentiero. Per personale qualificato si fa riferimento alla struttura CAI con accompagnatori già qualificati nell’ambito del Club Alpino Italiano ma con un indirizzo specifico dedicato alla preparazione della conduzione del mezzo e all’accoglienza del nostro ospite. Da questi presupposti nasce nel 2009 il Diversamente uguali dove l’identità dell’essere montanari, non può dimenticarsi dell’impegno sociale sul territorio Da qui lo studio dei sentieri accessibili per diversamente abili seguendo tre punti basilari: 1- L’ATTIVITA’ che è essenzialmente l’escursionismo di montagna finalizzato verso obiettivi didattici programmati inteso come recupero della dimensione del “camminare-insieme” nel rispetto dell’ambiente geografico naturale e umano. 2- Il METODO d’intervento che si basa sul coinvolgimento della persona con disabilità in attività divertenti stabilendo con lui un rapporto costruttivo secondo le regole del “compartecipare facendo”. 3- L’UNIFORMITA’ operativa delle Sezioni CAI nell’ambito dell’Alpinismo Giovanile – escursionistico ed Alpinistico come presupposto indispensabile perché si possa realizzare e finalizzare il Progetto. Ai punti elencati dalla Commissione segue una Relazione Tecnica per la condivisione del lavoro con tutte le sezioni partecipanti. Per Progetto dei sentieri LH-LHT si intende la progettazione dei percorsi in modo da favorire la loro percorribilità rispettando le esigenze fisiche e morali dei fruitori, quindi identificabilità dei percorsi e facilità di accesso sia di arrivo che di partenza con opportuni posti, punti o aree sosta. L’Acronimo LH (Lazio Handicap escursione) definisce un sentiero per persone non deambulanti aiutati con opportuni Ausili Speciali su mono e doppia ruota. L’acronimo LHT (Lazio Handicap escursione Tattile) definisce un sentiero che privilegia la persona con disabilità visiva in un percorso guidato da un Accompagnatore o da un corrimano in legno capace di assicurare al non vedente il senso di orientamento e la sicurezza nello spazio intorno ad esso, quasi come teleguidato attraverso la natura. Ogni sentiero sarà numerato in loco e riportato nella guida dei sentieri LH “Dove tutti sono Diversamente uguali tra Cultura e Montagna” (ed. I volume Anno 2016/17 CAI Lazio e Regione Lazio come da DGR n. 552/2009). I tempi di percorrenza inseriti all’interno dei Sentieri sono parziali, calcolati a partire dal tempo immediatamente precedente, subito seguito da quello totale, senza tener conto delle soste. Il dislivello si definisce complessivo quando nel corso dell’itinerario si hanno saliscendi che comportano la somma di più dislivelli per ottenere quello che effettivamente si supera. La segnaletica e i lavori di posa fanno riferimento al manuale CAI anno 2004 – 3° edizione o al capitolato CAI Regione Lazio –Gruppo di Lavoro LH (specifico del progetto) In aggiunta a questa, per la prima volta saranno utilizzate tabelle braille con doppia indicazione (uso visivo e tattile). I materiali di posa e la segnaletica fanno riferimento alle note Tecniche del Gruppo di Lavoro Sentieri della CCE (Commissione Centrale di escursionismo) Ottobre 2008 e specificate nel capitolato LH. Il progetto LH ricade in ambito regionale CAI Lazio e con il finanziamento della Regione Lazio del Dipartimento delle Politiche Sociali e dello sport con Delibera della Giunta Regionale del Lazio n. 552 del 20 Luglio 2009, la Regione Lazio, a tal fine precisa che i sentieri sono distribuiti in tutte le province del Lazio, in luoghi opportunamente valutati secondo i requisiti espressi nel capitolato di progetto e con una particolare valenza storico-naturalistica e l’ausilio speciale usato come superamento di barriera architettonica, come su proposta della Commissione Tecnica Regionale GRUPPO LH.

16 SENTIERI LH DISTRIBUITI NEL LAZIO

 

 PROVINCIA DI ROMA n°4 Sentiero LH1 Da Campo di Montelanico a scesa Ferara-Valle Viscioio (CAI Colleferro)
Sentiero LH2+LHT1 Da Campo di Segni a Campo di Montelanico e/o viceversa (CAI Colleferro)
Sentiero LH3 Anello panoramico – pian della Faggeta di Carpineto Romano (CAI Colleferro)
SENTIERO LH4 Anello panoramico sotto le pendici del Monte Lupone (CAI Colleferro)
 PROVINCIA DI FROSINONE N°3 SENTIERO LH7 Santissima Trinità – Cappellette (CAI Alatri)
SENTIERO LH 8 + LHT4 Valle dei Santi – Monti Ernici (CAI Alatri)
SENTIERO LH 9 Sentiero dei Fiori -Monti Ernici (CAI Alatri)
 PROVINCIA DI LATINA N° 5  SENTIERO BASSIANO LH12 (CAI Latina)
SENTIERO LH 14 Da Valliera a Cima del Redentore 1252 m. (CAI Latina)
SENTIERO LH15 LHT2 Riserva Naturale Riviera di Ulisse (CAI Latina) Anello del Porticciolo
 SENTIERO LH16 Campello Sentiero Campello Vecchio Itri (LT) (CAI Latina)
SENTIERO LH 17 “Monte Orlando” (CAI Latina)
PROVINCIA DI VITERBO N°1 SENTIERO LH6 + LHT5 “Lago di Vico “ (CAI Viterbo)
PROVINCIA DI RIETI N° 3 SENTIERO LH10 + LHT3 (CAI Rieti)
SENTIERO LH11 Sentiero dell’Acerone al Monte Terminillo (CAI Rieti)
SENTIERO LH13 (CAI Antrodoco)

Per approfondimenti e per una dimostrazione “dal vivo” delle attività escursionistiche con l’ausilio speciale da montagna, si rimanda al sito http://www.cailaziolh.it  e alla visione dei video in essa presenti. Per tutte le note tecniche e tempistica si rimanda al libricino ed. 2016/17 CAI Lazio. COSA SI PENSA DI FARE IN MERITO AI SENTIERI X DISABILI IN ESCURSIONE I sentieri sono una risorsa per coloro che li usano per diversi scopi:

  • Per Progetto scuola conoscenza dell’ambiente intorno a noi (come attività scolastica per lo studio di fauna e flora insieme al gruppo classe)
  • Consentire a persone portatrici di disabilità l’accesso ad alcuni sentieri di montagna presenti sul territorio.
  • Montagna-terapia, utile per attivare curiosità e capacità del proprio io personale come forza di reazione.
  • Attività sociale di aggregazione, sentirsi non soli ma partecipi ….tutti insieme diversi ma uguali
  • Sviluppo dei sentieri LH in una specifica Nazionale sottoposta in visione a tre Commissioni (ad esempio medica, escursionistica e Alpinistica giovanile).
  • Nel Lazio oltre ai 16 sentieri già eseguiti, ne sono stati individuati altri e quindi a breve saranno censiti e mappati.
  • Sviluppo trekking urbano nelle città d’arte o nei paesi con rilevanza storica. (nel Lazio vedi i comuni di Anagni inserito nel progetto 2016 e il comune di Segni; Gorga e Artena nei progetti 2017/2018)
  • Mettere a disposizione di tutte le associazioni o gruppi di volontariato, le specifiche carrozzine per compiere, in modo autonomo, escursioni in percorsi alternativi anche al di fuori dei sentieri certificati con apposito modulo autorizzativo regionale.

PROPOSTE DA DEFINIRE L’esperienza dei sentieri LH può essere utile come locomotiva di propulsione per altre attività a livello Nazionale:

  • Incrementare le uscite nei sentieri gestiti dai Parchi Regionali opportunamente rimodulati vedi Riviera di Ulisse a Formia e Monti Lucretili a Licenza.
  • Trasposto e condivisione su siti museali a cielo aperto detti scavi archeologici o Archeologia Urbana dove il moderno sposa l’antico ed è culla di scoperta all’attività scolastica e turistica del paese.
  • Collaborazione unitario a tutti i progetti da diversamente uguali a montagna per tutti non solo motori, anche perché lo “scenario montagna” come possibile strumento di aiuto, assistenza, cura e riabilitazione in un largo spettro di problemi della salute dell’uomo. Gli ambiti di applicazione sono numerosissimi e vanno dall’adolescenza problematica ai problemi di handicap psicomotorio, dalle patologie cardiovascolari a quelle post-tumorali, dalle dipendenze alle problematiche socio-sanitarie di più vario tipo come già definite dal Sandro Carpineta membro della Commissione Centrale Medica Centrale CAI.

ALTRO ARGOMENTO IMPORTANTE E’ LA FORMAZIONE DEGLI ACCOMPAGNATORI LH Come sappiamo la montagna ci impone delle regole vincolate dal buon senso individuale. Un accompagnatore LH deve sapere prima di tutto gestire le varie situazioni che si potrebbero presentare in ambito montano che di accompagno assistito. Da qui alcuni Articoli fondamentali:

  1. Ogni escursione deve essere assicurata da almeno un Accompagnatore certificato CAI Lazio (patentino di conduzione), ogni accompagnatore ha l’obbligo di verificare se il trasportato è un socio regolarmente iscritto o se assicurato come non socio CAI con copia certificata su piattaforma Assicurativa CAI Centrale. (x tutti gli aspetti assicurativi si riporta alla polizza infortuni soci sezione 4 esclusioni art. 2)
  2. L’accompagnatore in escursione con persone diversamente abili non può sostituirsi ad un operatore sanitario, ma trovandosi a condurre un ausilio dedicato a questo utilizzo si trova implicitamente in una relazione di tipo assistenziale e di rispetto-fiducia con il trasportato.

L’assistenza può essere di vario tipo: bisogni fisiologici, legati alla sopravvivenza immediata (respirare, bere, mangiare, riposare, muoversi)

-bisogni di sicurezza fisica ed emotiva

-bisogno di amore e di autostima

-bisogno di autorealizzazione.

-bisogno di alimentazione (attenzione al vomito causato da cibi troppo caldi o freddi, alle allergie, alle diete particolari).

-bisogno di eliminazione (pulire il naso, la bocca, cambiare il pannolone).

-bisogno di riposo e svago (contatto con la natura, esperienze creative, svago).

-bisogno di sensazione termica (controllare se suda o ha freddo).

-bisogno di muoversi (esercizi muscolari).

-bisogno di autonomia (cercare il massimo di autonomia personale, per promuovere il senso d’identità personale).

-bisogno di fiducia (nelle proprie e altrui possibilità).

-bisogno di amare ed essere amati.

-bisogno di bellezza (piacere derivante da colori, forme e suoni).

-bisogno di riconoscimento, stima e rispetto.

-bisogno di tenerezza (gentilezza, attenzione).

-bisogno di umorismo (ironia, voglia di scherzare). L’ Accompagnatore è affiancato a distanza da un familiare del diversamente abile che valendosi della certificazione del proprio medico di base è autorizzato a partecipare attivamente come controllore delle attività sportive all’aperto.

 

    • in caso di mal tempo, l’escursione viene annullata dall’Accompagnatore.

 

Verifiche dell’ausilio

    • Verifica del mezzo e del luogo prima di ogni escursione
    • Ogni Anno viene stilato un programma calendarizzato di uscite (inizio Aprile fino a metà Ottobre)
    • Le attività del Gruppo LH sono autorizzate solo in presenza di ragazzi o di adulti diversamente abili su apposita richiesta delle sezioni locali e previa compilazione modulo liberatoria LH inviata alla Commissione.
    • I punti di ritrovo delle uscite sono indicate nelle apposite locandine CAI, e non prevedono trasporti aggiunti, il diversamente abile deve arrivare al punto partenza sentiero con un suo tutore o familiare che seguirà a distanza l’intera attività come da Art. 2)
    • le escursioni fuori dal progetto 552 senza appositi segnali di riconoscimento devono essere autorizzati ogni volta dalla Commissione con verifica di inoltro tracciato su cartina e relazione tecnica firmata dal Presidente sezionale.

Dalle regole alle nozioni tecniche per la guida di un ausilio (qui vengono trattati tre tipi di ausili certificati dalla commissione: joelette – easytrekking – KbiKe) Un buon modo per avere un’idea della difficoltà di un itinerario in easy-trekking o altro ausilio certificato dalla commissione è quello di percorrerlo con una bici da cross a passo d’uomo.. In pratica questa operazione ci permette di valutare prima dell’escursione un ostacolo (una pietra tagliente, una radice sporgente) e un tempo medio di marcia (diminuendolo di un fattore x).  Due nemici di questi ausili sono le salite e i sassi e quando questi due elementi si combinano è veramente un problema. La maggior parte delle salite si superano con accorgimenti particolari, ad esempio con traino a corda, mentre una salita con ghiaia è quasi impossibile da affrontare. Di solito la Joëlette passa ovunque, ma ci sono alcune considerazioni da fare e che ogni accompagnatore dovrebbe rispettare:

    1. il dislivello giornaliero non deve essere superiore a 600 metri,
    2. la lunghezza del percorso non deve essere superiore a 10-12 km tra andata e ritorno e
    3. gli ostacoli a gradino di roccia non superiore a 50 – 60 cm.

Per una dimostrazione “dal vivo” delle attività escursionistiche con ausili a una ruota joëlette o easy-trekking o doppia ruota k-bike, si consiglia la visione dei video ……(da includere in riferimento al tempo concesso) La disposizione degli Accompagnatori sull’ausilio. Numero degli accompagnatori La conduzione della Joëlette è affidata a tre accompagnatori: 2+1; il numero aumenta a quattro su tratti particolari dove ne occorre almeno un altro sulla parte laterale. La stabilità del mezzo ha la priorità assoluta, quindi l’accompagnatore posteriore deve stare sempre in perfetto equilibrio. Installazione del passeggero Il terzo accompagnatore è dietro all’ausilio durante tutte le operazioni di salita, mentre i due accompagnatori aiutano la persona non abile a posizionarsi sul sedile, questo per evitare il primo squilibrio nella fase di alloggio e per la sicurezza del passeggero stesso. Operazioni di salita 

–  Abbassare le pedane dei piedi al massimo della corsa. – Girare di 180° una delle barelle anteriori del traino. – Alloggiare il passeggero sul sedile. – Bloccare la cintura di sicurezza del sedile (in molti casi si può assicurare il mantenimento del busto con l’aiuto di una cinghia al livello delle spalle, se la persona ha difficoltà di equilibrio, oppure per persone con paralisi spastica può essere utile l’installazione di appositi schienali posturali regolabili). -Regolare il poggiatesta. – Regolare l’altezza e la profondità delle pedane con bloccaggio dei piedi. -Rimettere la barra anteriore in posizione di chiusura per il traino. Attenzione: la comodità del passeggero è importante per la corretta conduzione e per non avere troppi sbilanciamenti dovuti al riposizionamento del disabile stesso. -Inoltre, il mezzo prevede tre inclinazioni di schienale, un poggiapiedi e un poggiatesta, entrambi regolabili, mentre la molla dell’ammortizzatore è regolabile su tre posizioni: duro, agile e medio. Stabilità dell’ausilio all’arresto – Scegliere di preferenza un campo piatto e duro. Se l’ausilio si trova in leggera pendenza o se gli stabilizzatori rischiano di affondare nel suolo, installare delle pietre piatte sotto gli stabilizzatori. – Posizionare bene gli stabilizzatori    posteriori dove gravano i 3/4 del peso. Attenzione: la Joëlette in fase di riposo non deve poggiare sulla ruota ma deve essere stabilizzata a terra e possibilmente con un accompagnatore vicino alla persona diversamente abile. Collocamento su ruota – Per mettere la Joëlette in equilibrio sui piedi posteriori l’accompagnatore con una mano afferra lo schienale della Joëlette tirando verso di sé l’ausilio. -Poi ritira il piede anteriore mentre l’accompagnatore posteriore mantiene l’equilibrio in sicurezza -Inclinare in avanti la Joëlette affinché l’accompagnatore posteriore possa smontare i piedi posteriori e posizionarli in orizzontale nel loro alloggio; l’accompagnatore anteriore si trova dentro alle barre anteriori, girate verso il passeggero, e tiene le due barre vicino al sedile. – Rimettere la Joëlette in posizione orizzontale e regolare il braccio posteriore secondo l’altezza dell’accompagnatore. Attenzione: controllare sempre il funzionamento del freno come per una classica bicicletta. Funzionamento L’apparecchio deve sempre essere mantenuto in equilibrio sulla ruota questo per evitare sforzi inutili, ma anche per assicurare una buona comodità alla persona. L’accompagnatore posteriore L’accompagnatore posteriore deve trovare innanzitutto il punto di equilibrio regolando l’altezza delle barre in riferimento all’inclinazione del sentiero, in modo che la sedia del passeggero sia sempre orizzontale e che tutto il peso della Joëlette sia sulla ruota; deve evita-re di ribaltare il peso verso la parte anteriore o verso la parte posteriore. Attenzione: la posizione delle mani al di sopra dell’altezza della vita può essere pericolosa. L’accompagnatore posteriore deve verificare la buona regolazione del freno prima delle discese. Durante le ascensioni fa lo sforzo di spinta in dire-zione della ruota della poltrona a sedia e non della pendenza verso l’alto. L’accompagnatore anteriore L’accompagnatore anteriore ha     solamente il ruolo di sicurezza nel man-tenere l’equilibrio, evitare gli ostacoli, scegliere l’itinerario più scorrevole per il passaggio della ruota. Egli sceglie l’itinerario guidando la barra e solleva l’ausilio per aiutare il superamento degli ostacoli. Durante le ascensioni l’accompagnatore anteriore tira la Joëlette con la cinghia e lo sforzo di tra-zione deve essere ripartito tra le spalle, la cinghia passata sulla nuca e dietro alle braccia. Nelle discese l’accompagnatore anteriore non deve sbilanciare mai l’apparecchio verso il basso. Attenzione: fare attenzione agli zaini ingombranti che rischiano di aggrapparsi alla barra. Il terzo accompagnatore Il terzo accompagnatore aiuta il    superamento di ostacoli, si posiziona lateralmente all’altezza della sedia e la solleva se necessario. È soprattutto utile nelle forti salite, aiuta la propulsione tirando verso la parte anteriore con l’aiuto di una corda fissata alla barra; la trazione è posta nell’asse delle barre per non disturbare gli altri accompagnatori. La trazione a corda è efficace nelle pendenze senza ostacoli e senza svolte avvicinate, tipo piste forestali. Attenzione: le scosse devono essere smorzate al massimo per la comodità del passeggero, ad esempio non si lascia ricadere brutalmente la sedia dopo un superamento di un ostacolo o quando scende da un scalino roccioso. Collocamento su stampelle Per collocare su stampelle la Joëlette bisogna inclinarla in avanti affinché l’accompagnatore posteriore possa smontare i piedi posteriori e posizionarli alla verticale nel loro alloggio, nell’angolo della cornice di base stringendo per bene le rotelle. L’accompagnatore anteriore si trova all’interno delle barre anteriori, girato verso il passeggero e tiene le due barre vicino al sedile. Per mettere la Joëlette in equilibrio sui piedi posteriori l’accompagnatore posteriore si trova dentro la barra posteriore e afferra lo schienale della Joëlette con una mano sola. A questo punto, estrarre il piede anteriore mentre l’accompagnatore posteriore mantiene l’equilibrio in sicurezza. Infine, rimettere la Joëlette in posizione orizzontale.  LINEA GUIDA DI PREPARAZIONE ESCURSIONE IN LH con minori Le verifiche attuative, le procedure di conduzione e il coordinamento sono a cura del Presidente Sezionale come garante di dati sensibili:

    1. Prima dell’uscita il presidente sezionale deve avere da parte dei genitori la scheda di Anamnesi LH controfirmata dal medico di famiglia per lo svolgimento dell’attività sportiva assistita dal genitore. (il genitore e il gruppo scuola sono parte integrante del progetto scolastico, si differisce da quello di Alpinismo Giovanile solo per la presenza di un tutore)
    2. Verbalizzare con il Consiglio Direttivo Sezionale l’uscita in LH indicando e autorizzando i relativi accompagnatori se non preventivamente inserita nel programma annuale (x fini assicurativi)
    3. Se il diversamente abile non è un socio CAI (vedi art. 2 delle esclusioni assicurative) eseguire la compilazione del modulo 5 per non soci indicando la relativa combinazione.
    4. Compilare insieme al genitore o tutore il mod. LH per l’autorizzazione o la non pubblicazione delle immagini e delle produzioni filmate.
    5. Partecipare se richiesto ad incontri di GLHO scolastici solo su richiesta del Dirigente scolastico/genitori/ ASL firmando con la scuola un protocollo d’intesa, definendo i compiti e le responsabilità di accompagno.
    6. Richiedere l’ausilio o più ausili alle sezioni che ne hanno l’incarico di affidamento, compilando apposito modulo di consegna e riconsegna del mezzo.
    7. I Sentieri dedicati sono solo quelli certificati LH con opportuni tabelloni posti in ingresso di esso o certificati dal Gruppo LH Regionale.
    8. La conduzione dell’ausilio può essere svolta con minimo di due accompagnatori patentati e certificati ogni tre anni dal Gruppo LH gli altri accompagnatori di supporto prenderanno ordini dagli accompagnatori certificati.
    9. Attuare tutte le procedure per la messa in sicurezza della persona sull’ausilio e le attività di gita assistita, in mancanza di un solo elemento riportato nelle voci sopra l’uscita viene annullata)

documenti allegati al progetto: modulo precompilato di sopralluogo LINEE GUIDA LIBERATORIA PER LA PUBBLICAZIONE DI DATI E IMMAGINI PERSONALI liberatoria ausilio e responsabilità di Conduzione foglio di precollaudo per nuovi sentieri LH foglio di collaudo finale SCHEDA SANITARIA x minori non deambulati Relatore Resp. Gruppo LH CAI Lazio Amedeo Parente Amedeo.parente@gmail.com